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Tumore della prostata Malattie della prostata

Caratteristiche: Il tumore della prostata consiste in una neoplasia che si origina dalle cellule ghiandolari secretorie. Per tale motivo è definito adeno-carcinoma e la sua evoluzione è influenzata dall'assetto ormonale del paziente. La regione della ghiandola dove più di frequente origina la malattia è la zona periferica della prostata che non ha contatto diretto con le vie urinarie. Questo spiega come mai la sintomatologia sia pressocchè assente negli stadi iniziali e si esacerbi invece solo negli stadi avanzati della malattia allorquando, ad esempio, vengano coinvolti altri organi.

Le cause e gli effetti: Le cause del tumore alla prostata sono poco conosciute ma fattori ormonali e genetici ne influenzano sicuramente lo sviluppo, così come un ruolo importante viene giocato da fattori dietetici. Una caratteristica della neoplasia prostatica è quella di produrre in maniera esagerata una sostanza chiamata PSA (antigene prostatico specifico) che è facilmente dosabile attraverso un prelievo del sangue.
Il suo sviluppo è spesso molto lento anche se subdolo e pertanto anche i disturbi della minzione sono spesso tardivi ed in uno stadio avanzato della malattia.
Prima dell'introduzione del PSA e delle campagne di sensibilizzazione sulla neoplasia prostatica i primi segni potevano addirittura essere i dolori ossei a causa delle metastasi.

Il trattamento

La Terapia Chirurgica
Negli stadi iniziali del tumore alla prostata (I e II) e quando le condizioni generali del paziente lo permettono, si può effettuare la terapia chirurgica che consiste nella rimozione radicale della prostata. Questa terapia permette un'ottima prognosi con un tasso di sopravvivenza a 10 anni che si aggira sul 90% anche se a volte può causare complicanze quali disfunzione erettile (circa il 60%) e più raramente incontinenza urinaria (circa il 7%).

La Radioterapia
Anche la radioterapia risulta essere un trattamento efficace, specie negli stadi iniziali del tumore alla prostata.
Qualora il tumore risulti localmente avanzato o nei casi di recidive locali è possibile proporla con metodica a fasci esterni. Anche la radioterapia presenta delle complicanze quali deficit dell'erezione (dal 25 al 50% dei casi trattati) nonchè disturbi irritativi delle basse vie urinarie con possibili quadri di "urge incontinence".

Il Trattamento Ormonale
Nel caso in cui non sussistano le condizioni generali e/o locali per una terapia chirurgica o radioterapica o la malattia sia ormai sistemica vi è la possibilità di eseguire efficacemente un trattamento ormonale antiandrogenico con farmaci che agiscono sia centralmente (analoghi LHRH) che perifericamente (Ciproterone acetato, Bicalutamide, Flutamide ed altri) inibendo l'azione di stimolo da parte degli androgeni sulle cellule tumorali prostatiche e ritardando così la progressione della malattia. Anche l'ormono-terapia ha degli effetti collaterali importanti quali la drastica diminuzione della libido, la disfunzione erettile e la ginecomastia (aumento di volume della ghiandola mammaria).


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Ipertrofia Prostatica Benigna (I.P.B.) Malattie della prostata

Caratteristiche: L'Ipertrofia Prostatica Benigna (detta anche adenomatosi prostatica) consiste in un ingrossamento della prostata. Con l'aumentare dell'età la porzione centrale della ghiandola (posta a manicotto intorno al canale urinario) tende a svilupparsi in maniera eccessiva e spropositata. A causa del suddetto ingrossamento il canale urinario (uretra) può essere compresso e schiacciato così come la parte periferica della ghiandola. Dopo diversi anni di sviluppo la IPB può anche raggiungere le dimensioni di un pompelmo. L'Ipertrofia Prostatica Benigna è caratterizzata oltre che dall'aumento della frequenza delle minzioni diurne e notturne (pollachiuria e nicturia), anche da una sensazione di incompleto svuotamento, da minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta.

Le cause e gli effetti: Non si conosce con esattezza la causa della IPB. Alcuni ricercatori ritengono che sotto lo stimolo delle minzioni continue, delle eiaculazioni e delle infiammazioni si verifichino dei microtraumi che liberano dai tessuti prostatici vicino all'uretra una sostanza capace di causare l'accrescimento delle ghiandole vicine. Un ruolo essenziale sembra essere svolto dall'assetto ormonale che si viene a creare con il passare degli anni. La IPB può potenzialmente iniziare a svilupparsi molto presto, già dopo i 30 anni, ma non in tutti i soggetti si sviluppa con la medesima modalità e velocità. I sintomi principali associati all'IPB sono pollachiuria, nicturia, sensazione di incompleto svuotamento, minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta. Quest'ultima diventa una vera urgenza urologica che richiede il posizionamento di un catetere vescicale al fine di svuotare la vescica. L'esplorazione rettale, l'ecografia prostatica trans-rettale e l'uroflussimetria sono sicuramente necessarie per un corretto studio della malattia.

Il Trattamento: Esistono cure farmacologiche e terapie di tipo chirurgico:
Farmaci: Negli ultimi anni sono stati commercializzati farmaci estremamente efficaci nel ridurre i disturbi legati all'IPB. La terapia per la cura della Ipertrofia Prostatica Benigna si avvale dell'uso degli alfa-litici ed anti-androgeni periferici quali la finasteride e la dutasteride che inibiscono la crescita volumetrica dell'adenoma prostatico riuscendo inoltre in una buona percentuale dei casi anche ridurne il volume. Vengono anche utilizzati prodotti fitoterapici (estratti vegetali) la cui azione non è ben nota ma che sembrano agire sulla componente infiammatoria. Grazie a tali medicine il numero dei pazienti che devono essere operati si è fortemente ridotto negli ultimi tempi. Non tutti i casi, però, ne beneficiano in eguale misura ed è quindi necessaria un'attenta analisi per ogni caso specifico.
Interventi chirurgici: Qualora il trattamento medico risulti inefficace è necessario intervenire chirurgicamente con interventi atti a rimuovere l'adenoma prostatico sia con tecniche endoscopiche (resezione trans-uretrale di prostata) sia a cielo aperto (per via trans-vescicale).

Esistono cure chirurgiche di diversi tipi:

L'adenomectomia chirurgica: è l`intervento tradizionale, che si esegue con un accesso addominale sovrapubico ed é riservato alle prostate di grosse dimensioni.

La resezione endoscopica transuretrale o T.U.R.P.: anche questo é un intervento chirurgico tradizionale che si esegue senza "taglio" ma con uno strumento speciale introdotto nel canale urinario attraverso il pene. E' riservato a prostate medio/piccole.

Distruzione della prostata con laser: tipi diversi di laser vengono introdotti per via trans-uretrale per distruggere il tessuto adenomatoso. Alcuni urologi considerano le tecniche laser sostitutive dei metodi precedenti in quasi tutti i casi, altri sono più selettivi. La chirurgia laser presenta vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali: meno pericolosa, permette una degenza più breve, ma ha anche alcuni svantaggi: a volte più dolori nel postoperatorio, una convalescenza più lunga ed una tecnica chirurgica che può essere maggiormente complicata.
Recentemente sono state proposte nuove terapie alternative: le diverse forme di termoterapia; esse sono tutte ambulatoriali e minimamente fastidiose per il paziente. Non tutte sono però parimenti efficaci. Ciò nonostante, almeno per alcune di esse, l'assenza di complicanze significative e la minor invasività le rendono una strada alternativa interessante.
Come nel caso delle prostatiti, anche l'Ipertrofia Prostatica Benigna può ricomparire a seguito di un primo trattamento. Per ognuna delle tecniche sopra elencate, infatti, esiste la possibilità che si renda necessario un nuovo intervento per rimuovere tessuto adenomatoso residuo o ricresciuto.


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DOMANDE E RISPOSTE 

Infertilità
Come interpretare l'alterata morfologia degli spermatozoi nel liquido seminale?

Tra i vari parametri dello spermiogramma la morfologia spermatozoaria è quello che meglio esprime  la maturità e la capacità funzionale degli stessi,presentando,inoltre,minori variazioni in controlli ripetuti nel medesimo soggetto.Secondo il Manuale del W.H.O. si conviene che le forme normali devono essere almeno il 30%,mentre nel caso di una valutazione in vitro per una fecondazione assistita,riferendoci a “criteri ristretti”,la percentuale di forme fisiologiche deve essere superiore al 15%.
Esistono altri tipi di valutazione non raccomandate nell’analisi routinaria del seme ma che potrebbero avere un valore diagnostico clinico. Gli spermatozoi morfologicamente anormali hanno spesso difetti multipli. Il TZI cioè l’indice di teratozoospermia che si ottiene dividendo il N° dei difetti per il N° totale di spermatozoi difettosi e il SDI (sperm deformity index) che si ottiene dividendo il N° dei difetti per il n° totale di spermatozoi contati.
Questi indici sono predittivi della funzionalità spermatozoaria in VIVO ed in VITRO.


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Dr. PIERLUIGI IZZO iscritto a Medicitalia.it | il motore di ricerca dei medici italiani